Il titolo allude deliberatamente al concetto di auto a guida autonoma, simbolo di autonomia tecnologica, precisione ed efficienza. Gli autori trasferiscono questa immagine all'ordine politico e amministrativo e si chiedono fino a che punto i sistemi algoritmici possano assumere responsabilità senza spostare le persone dal centro.
Opportunità e limiti della governance automatizzata
Il libro non vuole essere un manuale tecnico, ma una riflessione interdisciplinare. Combina elementi di scienza amministrativa, informatica, etica e filosofia del diritto. Di particolare interesse è l'idea del "gemello legale digitale": una sorta di immagine leggibile a macchina del sistema giuridico che automatizza i processi e riduce al minimo gli errori di interpretazione. Gli autori mostrano come una simile infrastruttura potrebbe portare a uno "Stato a guida autonoma" in cui le decisioni sono basate sui dati, trasparenti ed efficienti, ad esempio nelle procedure di autorizzazione, nell'amministrazione fiscale o nelle prestazioni dello Stato sociale.
Etica, controllo e ruolo dell'uomo
Tuttavia, Schnitzhofer e Pils non sono acritici. Sottolineano i pericoli del potere algoritmico, la necessità di un controllo democratico e i limiti etici dei sistemi decisionali automatizzati. I passaggi in cui sottolineano la responsabilità degli esseri umani sono particolarmente forti: La tecnologia può servire il bene comune solo se si basa su chiari principi normativi, sostengono. Così facendo, collocano il termine "autocontrollo" in un nuovo contesto, ovvero come interazione tra precisione digitale e giudizio umano.
Dal punto di vista stilistico, l'opera è sofisticata ma chiaramente strutturata. Gli argomenti tecnici complessi sono spezzati da esempi illustrativi. Lo stile scientifico rimane percepibile in tutto il testo, ma il libro non è solo di interesse per gli esperti. Chiunque sia interessato alle questioni future dello Stato, dell'amministrazione e dell'IA troverà una lettura fondata e stimolante.
Un progetto audace per lo Stato del futuro
Nel complesso, Lo Stato a guida autonoma è un libro importante per la teoria politica dell'era digitale: ambizioso, differenziato e coraggioso nella sua visione. Ci invita a ripensare i confini della governance e della responsabilità e a esaminare criticamente il rapporto tra uomo, macchina e Stato.
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