Da materiale problematico a fonte di energia

Scienza e istruzione
Idrogeno verde, rifiuti di plastica, acido delle batterie, Università di Cambridge, Erwin Reisner, riciclaggio, economia circolare
Erwin Reisner e Kay Kwarteng
Erwin Reisner e Kay Kwarteng con il reattore alimentato a energia solare per il riciclaggio della plastica | Crediti fotografici: APA/Università di Cambridge/Beverly Low

E se due dei più grandi problemi ambientali del nostro tempo diventassero improvvisamente parte della soluzione? È proprio su questo che sta lavorando un gruppo di ricerca guidato dal chimico austriaco Erwin Reisner presso l’Università di Cambridge. Sono riusciti a sviluppare un processo innovativo che trasforma i rifiuti di plastica e l’acido delle batterie esaurite in qualcosa di prezioso: idrogeno pulito. Ciò apre una prospettiva promettente per un futuro energetico più sostenibile.

Due flussi di rifiuti, una soluzione

I rifiuti di plastica e le vecchie batterie per auto sono tra i grandi problemi ambientali del nostro tempo. Ogni anno nel mondo vengono prodotte oltre 400 milioni di tonnellate di plastica, ma solo una piccola parte viene riciclata. Il resto finisce in discarica, viene bruciato o inquina gli ecosistemi. Allo stesso tempo si accumulano grandi quantità di batterie di avviamento, il cui acido solforico deve essere smaltito con procedure complesse.

Il nuovo metodo combina entrambe le sfide in modo intelligente: due flussi di rifiuti problematici vengono uniti e trasformati in una preziosa fonte di energia.

Ecco come funziona l'intelligente processo di riciclaggio

Il cuore dell'innovazione è un reattore alimentato a energia solare. In una prima fase, i rifiuti di plastica vengono trattati con l'acido proveniente da vecchie batterie per auto. Questo acido scinde le lunghe catene polimeriche della plastica in elementi chimici più piccoli, come l'etilenglicole.

Successivamente entra in gioco un fotocatalizzatore: sotto l'irraggiamento solare, esso trasforma questi prodotti intermedi in idrogeno e altre sostanze chimiche utili come l'acido acetico. Particolarmente degna di nota è l'efficienza del sistema. Nei test di laboratorio, il reattore ha funzionato in modo stabile per oltre 260 ore, con un rendimento elevato.

Un possibile tassello dell'economia circolare

Il nuovo metodo potrebbe rappresentare un'alternativa più economica ed ecologica ai processi di riciclaggio esistenti. Soprattutto le materie plastiche difficili da riciclare – come i tessuti o i materiali compositi – potrebbero così essere valorizzate in modo sensato.

Inoltre, questo approccio mostra come l'economia circolare possa funzionare concretamente: un prodotto di scarto diventa la materia prima per il processo successivo. L'acido delle batterie diventa la chiave di una nuova tecnologia e i rifiuti di plastica una fonte di energia.

La tecnologia è ancora in fase di ricerca, ma il suo potenziale è enorme: potrebbe aiutare a ridurre l'inondazione di plastica, a riutilizzare in modo sensato i rifiuti pericolosi e, allo stesso tempo, a promuovere la produzione di idrogeno verde.

#geniale, quando dall'acido delle batterie e dai rifiuti di plastica si ottiene idrogeno verde.

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