Un’attività significativa invece di un periodo di transizione senza uno scopo preciso
Durante il suo anno di servizio volontario (FSJ) presso la Croce Rossa Giovanile di Ried, Huber-Hörmandinger ha visitato gli asili con il pupazzo “ROKO”, avvicinando i bambini al primo soccorso in modo ludico. Inoltre, ha affiancato gli alunni delle scuole elementari come tutor di lettura. In questo modo non solo ha acquisito esperienza pratica, ma ha anche trovato chiarezza riguardo al suo futuro percorso professionale.
«Prima di iniziare gli studi volevo semplicemente fare qualcos’altro di significativo nel settore sanitario e giovanile. L’anno di servizio volontario mi ha fortemente rafforzata nella mia scelta professionale», ricorda Huber-Hörmandinger.
Oggi studia ergoterapia all’Università di Scienze Applicate di Salisburgo. Le sono rimaste particolarmente impresse le esperienze di lavoro in squadra e con i bambini: «La coesione e la collaborazione all’interno del team erano davvero ottime e ho imparato tantissimo, soprattutto nel rapportarmi con i bambini».
Un impegno che dura nel tempo
Che un anno sociale volontario possa avere un effetto che va ben oltre i dodici mesi lo dimostrano anche i dati della Croce Rossa dell’Alta Austria: circa l’80 per cento dei partecipanti continua a impegnarsi come volontario nell’organizzazione anche dopo aver completato il programma. Anche Huber-Hörmandinger è rimasta legata alla Croce Rossa e durante le vacanze estive ha preparato il suo ex gruppo di gara della Croce Rossa Giovanile in vista del campo giovanile federale a Salisburgo.
Il presidente della Croce Rossa dell’Alta Austria, Gottfried Hirz, vede quindi nell’Anno di Servizio Sociale Volontario molto più di una semplice opportunità di orientamento professionale: «L’Anno sociale di volontariato è ben più di un semplice anno di orientamento. I giovani crescono grazie ai compiti che svolgono, si assumono presto delle responsabilità e sperimentano in prima persona cosa significhi la vera solidarietà. Investono tempo nella società e acquisiscono competenze che nessuno potrà mai più togliere loro».
Con uno sguardo nuovo verso il futuro
Per Huber-Hörmandinger quest’anno ha portato soprattutto una cosa: la certezza nella scelta del proprio percorso. «Quest’anno mi ha dato il coraggio e la conferma necessari per intraprendere proprio il percorso che sto seguendo ora. Si affronta l’università o il mondo del lavoro con una prospettiva completamente nuova, perché si è già avuto modo di conoscere la pratica e la vita reale».
Un anno in cui i giovani possono aiutare gli altri e allo stesso tempo scoprire dove li porterà il proprio percorso: lo troviamo #davverofantastico.